varie cose...


Allora, parliamo adesso di una realtà lavorativa. Naturalmente non farò alcun nome in merito.
Si tratta di una piccola società, o meglio un ufficio facente parte di una società molto più vasta, che si occupa di distribuzione di prodotti telefonici, non volendo fare neanche in tal caso nomi, intenderò questi prodotti come "cellulari" e "linea fissa" per la casa.
Allora, la cosa inizia già di per se come una fregatura della quale molti si sono lagnati: leggendo un annuncio sul giornale. Una società ricerca magazzinieri. Giunti per il colloquio si scopre pochissimo, in quanto il tipo che ti fa il colloquio non dice nulla, ma ti rimanda ad un appuntamento il giorno dopo per farti vedere sul campo cosa si fa. Quindi la mattina seguente, alle 8, si parte tutti insieme, con altri ragazzi, e ci si reca in un bar dove il trainer (capogruppo) ti offre la colazione (naturalmente a spese sue, non vedrà mai più quei soldi, calcolate che magari il trainer deve offrire a due-tre ragazzi, fate il conto giornalmente di già quanto se ne va…). Dopo di che il trainer fa il discorsetto di presentazione, e li si scopre tutto: si va in giro per la città a piazzare cellulari. Ma per carità, non pronunciate la parola "venditori", troppo volgare, anche perché non lo siamo! Noi siamo PROMOTER!!! Che boiata… Pretendono di farti credere che ci sia differenza, ma alla fine quello è, vendita nuda e cruda. Ma entriamo nel dettaglio. Esaminiamo le varie bojate.
Innanzi tutto il mistero ridicolo sulla figura del manager: io entro in ufficio, mi accoglie un segretario, e mi introduce al manager; solo più tardi scopro che il segretario è il vero manager, e quello che mi fa il colloquio è il vice! Dopo di che è tutto un susseguirsi di riunioni altamente motivanti, con la narrazione di favolette stupide e scontate che vorrebbero far cresce nella persona la consapevolezza di riuscire. Un'altra cosa stupida sono le regole che ti fanno quasi imparare a memoria, alcuni punti su cui lavorare molto, seguendo i quali si ha la certezza di riuscire: altra emerita bojata! Dicono che sono regole scritte dal grande capo in persona, che le ha usate ed è arrivato dove è arrivato. Solo che son regole valide, circa… dieci anni fa? Magari nel frattempo le cose sono cambiate e non ci si rende conto che son regole stupide e obsolete, figlie della più becera psicologia da salotto domenicale… Cose che ti fanno credere di poter manipolare il cliente, che in teoria, per rendere valide tali regole, dovrebbe essere un aborigeno. Naturalmente bisogna far apparire la società come pura e bella, e se qualcuno parla negativamente di lei allora la realtà viene manomessa e trasformata a proprio vantaggio dal manager.
E se ne possono dire di lui, il capo ufficio. Colui che si vanta di riconoscere una persona alla prima occhiata, di capire la psicologia di chi gli sta davanti. In ufficio ti guarda, ti scruta, osserva tutte le tue mosse e tira le somme su di te. Ed in due mesi che sono stato li a lavorare non si son resi conto di quanto, realmente, li stessi prendendo per… vabè, si è capito; insomma di quanto poco me ne fregasse della crescita all'interno dell'ufficio, di tutte le belle prospettive con cui fanno brillare gli occhi dei ragazzi, promettendo di continuo l'apertura di uffici dei quali i ragazzi sarebbero stati manager… Cosa che non sono ancora riusciti a fare. Era stupido, più che altro, questo modo che hanno di presentare il loro lavoro: come una cosa d'elite, un lavoro che solo pochi possono fare, una cosa quasi esclusiva. Arrivando a denigrare persino un qualunque posto statale (magari a trovarlo!!!). Poi la motivazione è il più becero materialismo, il poter esaudire i propri sogni, comprarsi una macchina, una villa, vestiti firmati… Certo che puntare tutta la vita lavorativa sul solo scopo di apparire a me dava molta tristezza. Per non dire del sedicente manager, che sventolava la sua forza, la sua capacità di andare sempre avanti e saltare tutti gli ostacoli per poter essere vincente. Calcolate però che tale manager lavora 5 giorni su 7, dalle 7.30 del mattino alle 21-21.30 della sera. Il sabato e la domenica lo passa a dormire, o a ricaricarsi dello stress che lo logora (ma queste sono scelte sue, non devono necessariamente riguardare me… solo che il parallelo/paragone nasceva in me spontaneo: divento come lui!!!). Sarebbe stato tutto bello (?) se non fosse successo, una sera in cui i contratti fatti da noi nella giornata erano bassi, che lui si è infuriato per non aver raggiunto la quota sperata, offendendo i ragazzi, definendo i pochi contratti fatti "contratti di merda", e urlando stile isterica (ma lui è un uomo), mettendo in piazza alcuni fatti privati di due miei colleghi che avrebbero influito negativamente sulla produzione giornaliera. Quello è stato il momento in cui ho deciso di chiudere con quella ditta: nel momento in cui un manager, che dovrebbe insegnarmi tutto, ad essere forte, si rivela un manager che ha paura di perdere credito, e quindi un capo in realtà DEBOLE, ecco che quel capo non ha più nulla da potermi insegnare. Sicuramente lui ha attribuito il mio voler andar via ad un fallimento della ragazza che mi faceva da trainer, ma il vero fallimento è stato il suo, quello che mi ha spinto ad andarmene: l'incapacità in un momento di crisi di mantenere la calma e dar più forza ai suoi collaboratori, come un vero capo, più capace, avrebbe dovuto fare. Un'altra cosa, il suo essere sincero e trasparente cade di fronte ai fatti: dice che lui non sfrutta i suoi collaboratori, che vuole avere la coscienza pulita; poi alla fine si attacca ai bonus che aveva promesso, a più di una persona, e poi non li paga (parliamo di cifre minime, tipo 150 euro), solo per il fatto che tali collaboratori non gli sono simpatici. E si che si ritiene uno che non guarda agli spiccioli… Avrebbe dovuto pagarmi questo bonus dal primo mese, ma si è attaccato al fatto che la mia vendita non era andata a buon fine (a parte che un bonus esula dal fine della vendita, in quanto dovrebbe essere pagato in giornata e non due mesi dopo; ma avrebbe potuto dirmi subito che non voleva pagarmelo, invece di tirare avanti questo teatrino del riscontro vendita per due mesi, ci avrebbe fatto più bella figura, tanto già sapevo che non svrebbe pagato). Oltre tutto adesso esce fuori che i bonus sono anche tassati!!! Sempre più comico e puerile...

Lasciamo perdere il lato burocratico amministrativo: buste paga ridicole, con tanto di detrazioni fiscali fantasma delle quali non sono mai riusciti a dare spiegazione, e contratti neanche firmati tra ditta e dipendente… Almeno si avesse un rimborso spese, visto che adesso il collaboratore deve spendere in benzina, cibo e sms (intorno ad una decina al giorno, fatevi il calcolo, a 15 cent a sms quanto spendete a settimana), ma naturalmente non se ne parla nemmeno… Il contratto dicevo... Allora, quando incontro il vice per prendere l'ultimo stipendio (naturalmente il manager quel giorno è CASUALMENTE assente), mi viene detto che invece dei 900 euro fissi me ne vengono pagati sol 600 in quanto una parte del fisso, cioè 400, sono a discrezione del manager. Naturalmente gli si fa notare che è solo una ripicca per il fatto di essere stati licenziati, e il vice risponde che del resto lui sta attuando il contratto, il tutto condito da eleganti esercizi di dialettica, molto amati dai due figuri, per poter girare la frittata a loro vantaggio. Faccio notare che sul contratto è anche scritto che il collaboratore non ha obblighi di dipendenza e gerarchia all'interno dell'ufficio, e libertà di orario e azione, cosa che invece non è, anzi se non si fa quello che dicono loro si è cacciati via. Allora lui mi dice che quando sono entrato ero consapevole delle regole. Rispondo che in quel caso il contratto decade DEL TUTTO, e quindi anche la parte relativa al pagamento. Alla fine la cosa è che il contratto viene preso in considerazione solo quando fa comodo a loro: a volte è valido, altre volte non lo è, a piacere...

Si potrebbe anche parlare del modo in cui sono stato licenziato (o meglio, manipolando io loro, mi sono fatto licenziare...). Quella sera, non avendo voluto far nulla per aver deciso di farmi mandare via, son tornato a vendite zero. Il capo, davanti a tutti, pensando di dare prova della sua (misera) forza, mi ha detto che potevo prendere il mio contratto, pulirmici il culo (testuali parole) ed andarmene. Naturalmente i miei colleghi più tardi mi hanno mostrato la loro solidarietà quasi scusandosi per la figura volgare e fuori luogo fatta dal manager... Ma la cosa non mi ha toccato più di tanto, l'avevo prevista e calcolata, come la maggior parte delle cose la dentro, prevedibilissime...
La considerazione finale è che questa società cerca di spremere (juice è il loro motto…) chi lavora per lei, fregandosene di tutti i rapporti umani che potrebbero instaurarsi, e se ne ha sono solo di pura facciata.
Che tristezza.