Ecco, vedo la pioggia sui vetri della finestra, mi sembra di vedere la superficie della mia anima… Eppure è tutto così banale, nasce tutto per una stupidaggine. Possibile che una sciocchezza simile possa scatenare tanta tristezza?
Non lo so, credo che tutto sia nato da quel semplice pensiero a scuola. Però sono sicura che la cosa mi ha dato fastidio. Non credo che sia invidia, o forse si…
Si invece, è proprio invidia, mi scoccia che Michele abbia avuto questa possibilità ed io no.
Come si pavoneggiava a raccontare a tutti che era stato in televisione, e tutte quelle cretine della classe a trattarlo come un divo. Ma io sono più intelligente di loro, sono più sveglia, l'unica a capire che non è poi questa gran cosa…
No.
Perché mento anche a me stessa?
E' una gran cosa.
Ci fossi andata io in televisione, adesso mi riconoscerebbero tutti, mi fermerebbero in strada. A soli 17 anni sarei già una celebrità… Altro che studiare per finire nel negozio di mamma…
Ma perché? Che male c'è a lavorare in una merceria?
In effetti, la mia vita è già decisa: studiare, diplomarsi e finire dietro il banco del negozio, perché, anche se divento la padrona di una merceria, e continuo la tradizione di famiglia, è sempre meglio avere un pezzo di carta…
La commessa di un negozio, a vita… Sentire le chiacchiere di vecchie signore grasse, preoccupate delle misure delle loro mutande, con il dubbio se sarà la loro misura, se c'entreranno dentro facilmente o ci vorrà l'aiuto di qualcuno a tendere l'elastico per farcele entrare…
Mi è presa brutta, devo proprio essere giù di morale…
Non voglio che la mia vita si riduca a tutto questo, a così poco. La verità è che non potrò chiedere mai di più: vedo la mia casa, piccola, in borgata, tre stanze che sono un fazzoletto, sempre in disordine. A malapena entriamo in tre in cucina per mangiare… E la sera, papà che torna dal cantiere e si mette a vedere la partita, e mamma che stira le camicie. Che tristezza.
Non può essere solo questo, devo avere una speranza, una svolta. Vedo la gente che va in tv, a non fare nulla, a sparare cazzate e diventare famosa; perché loro possono, come hanno fatto.
(si sono messi in vista!)
In che senso???
(hanno fatto qualche cosa d'eclatante che li ha fatti notare…).
E ci sono riusciti, gliel'hanno fatta, sono diventati dei divi, negli spettacoli della domenica pomeriggio, la gente li invidia, li imita, colleziona le loro card.
Anche io…
Ma trovare un'idea geniale non è facile. Una cosa che colpisca il pubblico, che li possa incuriosire e stuzzicare.
Ecco, forse ci sono…
Finalmente, è stata dura, ma ce l'ho fatta. Vediamo, però dove ho messo il numero di telefono della redazione, che comunque è scritto anche sul giornale, in caso lo leggo li.
Tutto è preparato a puntino. Poi con la pioggia fa anche più effetto, è d'atmosfera.
Devo controllare che la pentola non butti fuori l'acqua che bolle, altrimenti si spenge il fornello, e il particolare è meno gustoso; certo, è stato difficile metterci la testa di mamma, ma ci sono riuscita, lo dicevo che dovevamo prendere delle pile più grandi. Non credevo che il collo fosse tanto duro da tagliare, specialmente l'osso della colonna. Per fortuna che mamma è magra, si è tagliato in meno tempo di quanto pensavo, e meno male che l'ho presa da dietro, tappandole la bocca. Sapevo che tagliando la gola il sangue sarebbe schizzato, ma non credevo in quel modo… Sembrava una fontanella… Ha sporcato tutta la parete di fronte ai fornelli. In ogni caso anche quello è un tocco di bravura, molto coreografico.
La cosa che mi ha sorpreso di più è stato papà. Assurdo! Non si è minimamente ribellato, non ha avuto uno straccio di reazione.
L'ho sgozzato come fosse burro, certo che lui, diversamente da mamma, un po' di grasso lo ha, ma non credevo che la lama potesse entrare così semplicemente, scivolando, nel collo.
Per lui ho creato una bella posa, ne sono soddisfatta. L'ho lasciato seduto sulla poltrona, ma gli ho inchiodato i polsi ai braccioli, con i cavatappi, così faccio anche capire che gli piaceva bere. Certo, farò presente che anche se era spesso sbronzo non ha mai osato toccarmi, neanche con un dito, e non ha mai alzato la voce, né con me né con mamma. Per rendere la cosa più pesante ho rotto un paio di bicchieri e gli ho ficcato i cocci negli occhi aperti: questi particolari piacciono ai giornalisti.
Ecco, ora tutto è pronto. Voglio vedere se adesso non mi chiameranno in televisione, li sfido a non chiamarmi…
Ora telefono alla trasmissione e gli racconto tutto.
Poveri mamma e papà, ma almeno così mi saranno utili; hanno dato un futuro alla loro figlia! Diventerò una stella!
Ecco il numero, ora li chiamo…
-Pronto? La redazione di Talk Show? Ho una storia per voi… Va bene, attendo in linea, ma fate presto, la testa di mamma è quasi cotta, non vorrei si bruciasse…-