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Durata: 19 min.

Altro film improvvisarto (poche le volte in cui ho scritto uno straccio di sceneggiatura...), girato nella caserma dove ho prestato servizio militare. Con i miei compagni ci si faceva spesso delle foto ricordo, molti di loro venivano da Napoli. E allora mi è venuta l'idea: invece delle foto facciamo un bel film... Hanno detto subito si, anche se erano un pochino stupiti di questa idea. Il sergente ci ha fornito la telecamera e sono iniziate le riprese: i soliti cinque giorni.

La storia la trovo carina, il movente è la classica vendetta, ed il film va avanti semplice e lineare, senza tanti fronzoli.

Gli omicidi sono un poco leggeri e uno anche sbagliato: quando ferisco la fronte di Armando si vede allegramente il tubo del sangue, e la mano del ragazzo che regge la pompetta...

Carino invece l'omicidio di Marco, con l'occhio sfondato dal rubinetto, anche se farò di meglio nella medesima scena in "Thanatos" quando Serena seguirà la stessa sorte. Simpatica anche la rasoiata al collo di Rocco, semplice ed efficace. Veloce la morte per strangolamento con cavo del telefono di Sandro, e un pochino invisibile la coltellata che si becca Paolo in pieno stomaco. Allegra invece la parte dell'eroe senza macchia e senza paura di Mimmo, menefreghista e impavido...

Ma in linea di massima si sono comportati tutti bene, anche se l'accento napoletano suona un pochino strano, ma è piacevole da sentire, e la recitazione va avanti fino al finale, il più rimediato di tutti. A quel punto, girato tutto il film, siamo arrivati al massimo dilemma: come muore l'assassino? Tutti a proporre un possibile finale, fino ad arrivare a farlo precipitare dalla finestra, cosa un pochino complicata da fare... Alla fine si è optato per il vetro che devasta la bocca del pazzo... La cosa simpatica è che la vhs, proprio in quel punto si è rovinata, e la scena non si vede!!!

Vabbè, pazienza, l'importante, come sempre, è che ci siamo divertiti, e che adesso abbiamo un ricordo un pò più vivo di una semplice foto.