Erano le 18.30 precise, quando il campanello della porta risuonò nella casa. Lisa era appena uscita dalla vasca e si stava infilando nell'accappatoio."Chi sarà lo scocciatore..." pensò mentre si dirigeva alla porta. Dietro di se, sul pavimento di cotto, rimanevano orme d'acqua dei suoi piedi bagnati. "Poi dovrò passare il panno per togliere le impronte." Arrivò alla porta e guardò nello spioncino: fuori, sul pianerottolo, c'era un ragazzo, alto, con una salopette marrone, ed un ampio sorriso stampato sul volto. -Devo fare una consegna!- Lisa aprì la porta, lasciandola accostata. -La signorina Lisa Anni?- Continuava a sorriderle. Un bel ragazzo, avrà avuto trent'anni. -Si, sono io.- -Una raccomandata speciale per lei, può firmarmi qui?- Allungò una cartellina verso di lei. Era un blocchetto di moduli di ricevute per raccomandata. Lisa firmò, cercando di tenersi l'asciugamano chiuso con l'altra mano. Si era accorta dello sguardo interessato che il ragazzo aveva fatto scivolare, simile ad un serpente, tra le pieghe dell'accappatoio. Restituì il blocchetto al ragazzo. -Ecco, dov'è la raccomandata?- -Scusi, ma non si tratta di una raccomandata...- -Ma allora...- Il ragazzo spalancò la porta con una spallata, e spinse Lisa verso l'interno. La ragazza barcollò verso la parete. -Ma cosa le prende?!- Gli domandò, ma lui le sorrise. -E' solo il mio lavoro. Non abbia paura, sono un professionista!- E, miracolosamente, apparve una mannaia nella mano del ragazzo, scivolata fuori da chissà quale tasca della salopette. Lisa aspirò aria con un sibilo. I polmoni le si riempirono di fiato e di terrore. "Cosa vuole da me..." Il pensiero si ripeteva nella sua mente, brillante di rosso e di pericolo. La mannaia si alzò come un falco, al disopra della sua testa. Era pronta a colpire. Aveva lucidato i suoi artigli per l'occasione. "Devo correre!!!" Ma barcollò, e cadde. La mannaia precipitò su di lei. La lama le fendette la mano, tra indice e medio, disegnando una "V" rosso vivo, nel suo palmo rosa candido. Lisa urlò, e la lama si ritrasse. il ragazzo la guardava ancora, sorridente. -Su, non si lamenti, sarà questione di poco. Sarà un lavoro semplice e pulito, se lei vorrà avere la pazienza di collaborare! Nessuno dei nostri clienti si è mai lamentato del nostro servizio.- Lisa si voltò, arrancando a terra, non avendo la forza di rialzarsi in piedi. Gemeva tutto il dolore che le offriva il palmo reciso. Si trascinava mentre la sua mente viaggiava a centinaia di chilometri all'ora. "Che cosa vuole da me? Cosa gli ho fatto? Non lo conosco, e lui non conosce me! Che lavoro deve fare? PERCHE'?..." La mannaia la colpì alla spalla, in profondità. Il sangue cominciava ad allargarsi sul pavimento, formando chiazze larghe. Ed insieme al sangue si allargava anche il suo panico, mentre il dolore atroce accecava la sua mente. Di nuovo quel rapace metallico si alzò in volo: i bagliori dell'acciaio scintillavano alla luce come ali d'argento. Stava lottando per vivere, era incredibile, ma era così. Artigliò il pavimento con le dita, e cercò di trascinarsi, incapace di alzarsi in piedi, travolta da quella locomotiva di dolore che le cavalcava nel cervello. "Il mio sangue, sto camminando sul mio sangue..." L’uomo la osservava mentre strisciava via come una lucertola ferita che si trascina dietro un arto maciullato. Sorrise. Poi le si avvicinò. E rialzò la lama. Lisa strisciava, avanzava verso la camera da letto, sperando di trovare almeno un barlume di salvezza in quella stanza. -No, ti prego...- si sentì pregare quell’uomo. La lama le precipitò al centro della schiena. Un rumore secco, di ossa, vertebre, spezzate. E dolore! Il rosso che si faceva largo sul chiaro accappatoio, verso la macchia che già colorava la spalla dell’indumento. Lisa urlava, rantolava. "Stò morendo, adesso. Come si può soffrire così. Stò morendo..." Un altro colpo di mannaia, dietro al collo. Era un manichino pronto a tutto, inerme e senza volontà. "Faccia ciò che vuole di me, che finisca il suo lavoro una volta per tutte. Ma che si sbrighi..." Rumori secchi, netti. Il cervello di Lisa andò in corto. Ormai il mondo non esisteva più per lei, c’era solo la consapevolezza della sua fine, la rassegnazione della sua morte. Fra poco sarebbe finito tutto. La lama colpì la schiena, e poi di nuovo la nuca. Rumori secchi, netti. E Lisa gorgogliava la sua vita, ma era solo un riflesso meccanico. Lei ormai non c’era più. Lisa era stesa a terra, l’uomo era inginocchiato accanto a lei. Esaminava il suo lavoro con occhio clinico. Osservava le ferite, la profondità dei tagli, come un cesellatore osserva la riuscita dei suoi ricami nel marmo. L’uomo delle consegne prese la mira, alzò il braccio e calò il fendente. Un'ultima volta. La lama recise la carne della nuca fino a metà del collo. Lisa si zittì. Il suo respiro era morto, come il suo corpo. L’uomo delle consegne a domicilio estrasse la lama ed andò via. Il pacco era stato recapitato. L’agenzia si trovava al quarto piano di un palazzo al centro. Era grande, un appartamento di cinque ampie stanze. In quelle stanze si ricevevano gli incarichi, si smistavano le consegne, si organizzavano gli orari di servizio (orario continuato, ventiquattro ore su ventiquattro). I telefoni, sulle scrivanie, suonavano in continuazione. Evidentemente c’era un’alta richiesta di servizi. Il telefono trillò. La segretaria rispose. -OmiCide company, desidera?.. Si, il servizio è stato effettuato... Certo, nessuna traccia, nulla che possa essere collegato a lei... Certo signor F.S., il pagamento avverrà tramite carta di credito, come avevamo stabilito... Và bene, siamo d’accordo così... grazie di aver scelto la nostra società, buon giorno.- La segretaria agganciò, subito il telefono squillò di nuovo. -OmiCide company, desidera?.. Sua sorella?..Certo, mi dica pure...In quale giorno?.. Arma bianca o arma da fuoco?.. Verso le ventidue?.. Bene, ci pensiamo noi. Lasci il suo recapito in segreteria, la richiameremo giovedì per pianificare i dettagli, e poi ci risentiremo. A servizio ultimato... Va bene, buon giorno a lei.- La segretaria agganciò, trascrisse i dati su un modulo, poi inoltrò la sua nuova richiesta.