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Il negozio era piccolo,
ma vendeva molti prodotti, anche per il giardino, ma questo Cleofe lo
sapeva già. Da brava pensionata con molto tempo libero e nessun
nipote che le faceva visita, offriva tutte le sue attenzioni alle sue
piante.
Ed ora aveva deciso di rivoluzionare il piccolo fazzoletto di terra che
aveva al pian terreno del palazzo, voleva renderlo un posto speciale,
solo per lei, un posto tutto suo dove poter leggere un libro o sorseggiare
un thé. Dove potersi godere i caldi pomeriggi estivi.
Aveva già scavato le fosse che le servivano, e adesso le mancava
la terra, e si era resa conto solo alla fine dello scavo di quanta doveva
essere tanta…
Per fortuna che non costava molto, solo un euro e cinquanta per un sacco
da due litri, solo che per lei pesava… Era circa una settimana che
faceva la spola tra casa e negozio, la cosa buona era che il negozio si
trovava quasi di fronte a casa sua.
Ormai Francesca e Sara, le due cassiere,
la conoscevano, e quando si avvicinava alla cassa l'accoglievano con un
sorriso.
-Buon giorno signora.- Le disse Sara. -Giardinaggio anche oggi?-
-Si cara, non me ne parlare; ho la schiena a pezzi, ma ne vale la pena.
Una volta finito quel giardino sarà un vero gioiellino. E può
anche darsi che ormai non me ne serva più di terra. Volesse il
Cielo…-
-Immagino, devono pesare questi sacchi.-
-Si, ma per fortuna che vengo con il carrello, poi comunque abito quasi
qui di fronte.-
Sara fece il totale, e la signora Cleofe pagò, prese il suo carico,
lo depositò nel carrello della spesa ed uscì dal negozio.
-Quella donna il giardinaggio lo ha nel nome.- Disse Francesca.
-Che vuoi dire?- Le chiese Sara.
-Si chiama Cleofe Fioreverde! Abita al palazzo accanto al mio. Ha un giardino
piccolo, ma dovessi vedere come se lo cura, quando c'è la fioritura
è un piacere guardarlo dalla finestra. Se lo mantiene tutto da
sola.-
-Ma quanti anni ha?-
-Mi pare sessantacinque o settanta, e pensa che il marito, che è
più vecchio di lei, lavora ancora.-
-Ma veramente?-
-Si, non c'è mai a casa, sta sempre in viaggio. Da come ho capito
si occupa di edilizia.-
-Se la passano bene allora!-
-I soldi non gli mancano certo.-
-Hai capito la vecchietta…-
Si, la terra era buona, e finalmente
ne aveva a sufficienza. Se il Cielo voleva non avrebbe più fatto
la spola al negozio; la sua povera schiena gliene sarebbe stata riconoscente:
tra i viaggi al negozio, con quei pesi da portare, ed il lavoro con la
pala, la notte non chiudeva occhio per il dolore ai reni…
Non era più una giovincella, se ne doveva fare una ragione. Specialmente
ora che aveva una casa da portare avanti tutta da sola!
Però un lato positivo in tutto quel lavoro c'era sicuramente: a
forza di scavare quella fossa la pala si era pulita! La terra, a poco
a poco aveva cancellato ogni minimo residuo di sangue.
Ancora ricordava l'attimo in cui aveva colpito il marito in testa, di
taglio, con la pala, e la paura che non sarebbe riuscita a farlo. All'inizio
le era sembrato facile, ma poi i muscoli delle braccia le avevano fatto
male per tutto il giorno. Non sembrava, ma la pala era pesante! Quando
l'aveva alzata, sbilanciata dal peso dell'attrezzo, quasi cadeva a terra
come una pera cotta… Comunque c'era riuscita al primo colpo, tanto
lui non si era accorto di nulla. Quel maiale come sempre era davanti alla
televisione, a vedere quelle sgualdrinelle mezze nude. Il fendente era
stato forte, e la testa si era spaccata sulla sommità, come un
uovo sodo. E oltretutto non era uscito tutto questo sangue come si era
immaginata. Certo, era proprio vero che al cinema esagerano con queste
cose.
Ma ormai era fatta: il corpo era nella fossa, e la fossa era ricoperta!
Ora le rimaneva solo un' ultima decisione da prendere: in quell'angolo
del giardino cosa ci sarebbe stata meglio? Un' azalea o una buganvillea?
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