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CENTO DI QUESTI GIORNI

"E' un bel posto questo pub, ho fatto bene a sceglierlo. Magari è un po' pieno, ma di sabato sera cosa potevo pretendere. Meno male che ho prenotato in tempo.
Sono contenta che sono tutti qui, sto bene insieme a loro. E' proprio un bel compleanno.
Che tavolata, quanti saremo? Una ventina? Fammi vedere: Andrea, tesoruccio mio, vicino a me, carino lui. Poi... Flavia e sua sorella Laura, come si assomigliano, è naturale, sono gemelle, come Daniela e Claudia, anche loro sono gemelle, mi sembra di vederci doppio. Dopo di loro Riccardo, l'ex di Flavia, peccato che si sono lasciati, stavano bene insieme, erano una bella coppia. Giovanni, il fidanzato di Laura, poi Fabio, il toscano, che tipo strano. Eva ed Elisa, anche loro sorelle, ma non gemelle, Macha e Giuliano, Lorenzo, Ernesto, Sabrina, Veruska, Paola e Fabrizio, naturalmente in ritardo. Ci fosse una volta che arriva puntuale.
Non mi aspettavo che Selò e Franco sarebbero venuti, avevano detto che non potevano, ed invece sono passati, sono stati carini. Una piccola sorpresa tra le tante che mi hanno fatto oggi.
Mamma mia che casino che stiamo facendo, ma chi se ne frega, siamo qui per divertirci. Ah! Ce l'ha fatta ad arrivare Fabrizio, e subito si è messo a fare macello con Ernesto. Sono allegri, ed io sono felice."


"Bene, finalmente ci sono tutti! Guarda Chiara com'è felice: ride, scherza con tutti, lei, la festeggiata al centro dell'attenzione.
Sembra quasi frastornata, non sa a chi dare ascolto, deve concedersi un po' a tutti, da brava protagonista. Prima donna.
Ancora non le ho dato il mio regalo...
Quanto la odio!"


"Certo che ne cucinano di roba strana in questo pub. Daniela si è presa l'insalata dentro quella specie di piatto fatto di pastella fritta, e poi le tartine alla cipolla di Fabrizio, orrore, ne sta offrendo una a Fabio, e lui la mangia. E' orribile!!!
E' quasi mezzanotte, sarà meglio andare a casa mia per mangiare la torta.
E' assurdo che non ce la facciano mangiare qui. A loro non conviene, vogliono che si compri la loro merce. Come no, con i prezzi che hanno. Bisogna dire che se lo fanno pagare bene il locale. Si, è ora di andare.
Io vado in macchina con Andreuccio, chi viene con noi? Fabrizio, che porta la torta. Speriamo che gli altri conoscano la strada per casa mia, in caso ci perdiamo...
Fa freddo questa sera. Meno male che la macchina è riscaldata.
Che strana serata, non gira un'anima, eppure stiamo al centro, dovrebbe esserci un via vai. Non vedo gli altri, ci siamo sparpagliati per il quartiere, per trovare i posti alle macchine, è un'impresa al centro storico. Si, ma che desolazione.
E si che in macchina è più caldo. Fabrizio si è seduto dietro, sta attento alla torta.
Ma che non parte 'sta macchina. Che palle, mi tocca pure spingere. Uffa, è pure grossa 'sta Toyota. Meno male che c'è Fabrizio, se no da sola chi ce la faceva a spinge 'sto catafalco. Cazzo come pesa, ma perché Andrea non mette in moto?
E' morta la batteria? NOOOOOOO!!! Ma che iella! Chi è, un motorino? E' Fabio, meno male, così spingiamo in tre, può darsi che parte.
Come no...
Il mio cellulare non prende, e neanche quello di Andrea, riproviamo a ...
Cosa c'è? Fabrizio non si sente bene, forse lo sforzo per spingere, dopo mangiato... no no, non sta niente bene. Sta vomitando, mamma che faccio, gli reggo la fronte, a che serve poi... non riesco a calmarlo. Sono convulsioni queste, ma Andrea che fa', perché non viene a...Anche Fabio, Andrea non riesce a tenerlo.
Stanno vomitando anche l'anima, Fabio e Fabrizio. Andrea non sa cosa fare e neanche io, e se... ROSSO!!! E' sangue quello, stanno vomitando sangue. Aiutatemi, come faccio a farli smettere. Non dovrebbero vomitare sangue! ...no, basta... continua ad uscire sangue, oddio che faccio, muoiono così, mamma mia no basta sangue sull'asfalto basta aiuto, si rivoltano, rotolano sull'asfalto, sangue in faccia, intorno alla bocca, sugli occhi, basta, bisogna smettere aiuto che faccio Andrea fermali..............................................ti..prego................................................................................. falli...........................smettere..............................chiudergli.....................................................la bocca........................................................................................................ Non si muovono più!

SONO MORTI!!!!!! ......................................................................................................................................................

Aiuto, bisogna cercare gli altri, l'ambulanza, avvisare tutti, il cellulare non funziona, devo chiamarli, andare con Andrea a cercarli. No io devo tornare alla macchina, Andrea cercherà, avviserà gli altri, io devo stare attenta a Fabrizio ed a Fabio...morti... alla macchina, e così...
Ma dove sono!!!?"

"Bene, ogni traccia è sparita, ed ora cosa faccio?... Ah, ecco là Andrea, sta' cercando di avvisare gli altri con il cellulare. Non mi ha visto, mi dà le spalle.
Potrei dedicarmi a lui. Non passa nessuno, neanche un cane, meglio.
Aspetto un altro po'? Quando lo faccio?
ORA! Giù, a terra, non è riuscito a reagire, ecco, ora mi vedi, mi guardi in faccia.
Ed allora, cosa vedi? Non credi ai tuoi occhi vero? Stai guardando in volto la tua morte. Forse è questo che non ti fa reagire. Non puoi, non vuoi credere a quello che sta succedendo. La tua testa tra le mie mani, e la nuca che urta contro il marciapiede, e una, e due, e tre e quattro. Non riesci a parlare, il dolore ti sta annebbiando la coscienza, agiti le mani, cosa vuoi afferrare? La tua vita che se ne sta andando? Ad ogni colpo ti indebolisci sempre di più, e siiii.....Dolore nei tuoi occhi, piacere in me. Sbatto, più forte, la tua testa. Potere nei miei polmoni, la tua vita in me. Muori! Perché vivi ancora? E' tanto difficile uccidere? Sbatto più forte.
Rimbombo dei colpi della tua testa sull'asfalto. Sei ancora vivo. Più veloce, a raffica. Stai sbavando, ma forse neanche te ne accorgi. Più forte, più forte. La tua nuca si è ammorbidita, ed io continuo. Rumore secco, qualche cosa si è rotto, come un cocomero che cade. C'è sangue sul marciapiede. La mia mano sul tuo volto e sollevo la tua testa, sei inerme. Ed ora sento il mio braccio caricarsi di energia. I tuoi occhi lacrimano.
L'energia esplode e schianto la tua nuca sul marciapiede. Premendoti sul volto muovo, spalmo la tua testa. Frammenti di carne e cervello, e capelli sull'asfalto.
Morto.
Chi c'è? Nessuno, bene. Devo sbrigarmi a far sparire anche questo corpo, non ho molto tempo."


"Perché Andrea non torna. E' sparito anche il motorino di Fabio. Io ho paura!
Questa strada è buia, non c'è nessuno. Devo trovare Fabio e Fabrizio, forse mi sono sbagliata, non erano morti, non potevano esserlo. Deve essere successo che si sono ripresi e non vedendoci sono andati a cercarci. Ma no, come facevano, mamma mia, cosa faccio? E se li hanno portati via? I ladri di cadaveri. Non può essere. Ho una paura boia, e quel cretino di Andrea non torna, ma quanto gli ci vuole per una telefonata. Vediamo... Si ora mi rifunziona il cellulare, almeno una cosa che va' bene. Squilla, e mo chi è? Non mi dice il numero, non può essere, deve segnarlo. Boh! Niente, non ha risposto nessuno. Andrea ti prego, torna presto!"

"Meno male che ho preso il motorino di Fabio. Ora chi posso beccare? Adesso dovrebbero trovarsi tutti in prossimità delle loro macchine. Trovare posto al centro non è facile, avranno parcheggiato tutti sparsi per il quartiere. Li posso trovare con il cellulare di Andrea, tanto non credo che a lui serva più. Vediamo. Mamma mia che serata desolata, eppure è sabato. Vabbè. Allora, da queste parti dovrebbe esserci qualcuno. ECCOLI!
Riccardo, Laura e Giovanni. Riccardo va da solo verso la macchina, forse Laura e Giovanni lo aspetteranno lì. Bene non mi hanno visto. Si, lo aspettano, lo seguirò io.
Non fa' caso a me, che freddo 'sta notte! Ecco, è arrivato alla macchina, Laura e
Giovanni da qui non mi vedono, meglio che lascio qui il motorino. Ho fatto bene a portarmi qualche strumentino da casa. Anche lui mi dà le spalle; devo fare prima che sale in macchina. Mi ha visto. Mi sorride, che scemo! Ma in quale tasca ho messo il martello, ero sicuro... Si, si parla che intanto lo cerco, me ne frega assai di quello che dici. Ma 'sto martello... Eccolo!!! Ciao Riccardo. SPLOC!!! Occhio affondato! Cadi, in ginocchio davanti a me. Si, pregami di lasciarti vivere. Con la mano davanti l'occhio, speri di poterlo rimettere a posto? Un colpo, alla tempia. Ti aggrappi alla maniglia della portiera. Sento ancora quella potenza, è bellissimo, il mio cuore si allarga, si riempie del tuo sangue. Bellissimo. Il mio braccio che sale.
Mi guardi e non capisci. E GIÙ! Sul tuo cranio, con la punta del martello, penetra di più così.
Strano vederti con il manico che spunta dai capelli, ora lo lascio così.
Come pesa, per ora lo metto al posto del passeggero, poi lo caricherò insieme agli altri. Metto in moto la machina, e tu stai buono, non farmi la mano morta maiale!
Ecco Laura e Giovanni. Guardali come parlano, forse stanno discutendo su cosa faranno domani. Un funerale di massa forse? Ben definiti nel cono di luce dei fari. Oh! Mi salutano con la manina, che carini.
Ciao, ciao, da bravi, non muovetevi, restate fermi lì, poggiati contro il muro.
Fammi vedere... Nessuno all'orizzonte, niente macchine ne persone, bene, ora... Acceleratore. VADOOOOOOOOOOOOOO.....................................................

Mamma che botto, li ho presi alle gambe! Sono praticamente sdraiati sul cofano a gorgogliare. Cosa avete da guardarmi, vi sto solo uccidendo, e che è...Che battono a fare con le mani sul parabrezza, come se mi chiedessero di aiutarli. Retromarcia inserita e via.
Bene, sono scivolati via dal cofano. Si stanno accasciando a terra, devo solo aspettare che arrivino all'altezza giusta. Ho un faro rosso, deve esserci del sangue sopra. Che figo, mi fa mezza luce rossa, fa atmosfera.
Teste all'altezza giusta, e vai.
Speriamo che nessuno ha sentito i botti. Retromarcia. Mamma che roba... praticamente non hanno più le teste, le hanno lasciate spiaccicate sul muro. Ci sto prendendo gusto a spaccare crani, vero Riccardino, tu ne sai qualcosa?
Carichiamoci anche questi altri due, e via, verso nuove mete. Meno male che la macchina di Franco e Selò è spaziosa..."

"E' quasi l'una, ed Andrea non torna, ma dove cazzo è andato? Meno male che il cellulare mi funziona di nuovo. Si, ma mi sta finendo la batteria; almeno posso mandare messaggi. Sono stufa di restarmene qui seduta ad aspettare che quel cretino ritorna. Che freddo. Non si vede nessuno. Lo vado a cercare, e chi se ne frega della macchina, magari gliela rubano. Dov'è, non lo vedo. Ed ora chi è che mi chiama? Ancora! E' quello di prima, come fa' a non darmi il numero dell'utente, dovrebbe apparire...Chi sa che cellulare usa. Che scherzo simpatico. Si sono messi tutti d'accordo, sicuro come una palla. 'Sti deficienti!
Ed ora chi è? Un messaggio. E' di Eva, non può venire perché lei e Flavia sono bloccate nel parcheggio. Che bella cosa! Ci mancava, poi che altro deve succedere? Deve esplodere il pianeta? O, più semplicemente, mi precipita un meteorite in testa? Meglio che mando un messaggio ad Andrea e lo avviso di Eva, così forse la piantano di fare gli scemi."

"Messaggio sul cellulare, chi può essere? E' di Chiara: Eva e Flavia sono bloccate al parcheggio?! Stupendo! Se ricordo bene dovrebbero aver parcheggiato da queste parti. Poverine, sarà meglio che vada ad aiutarle. Mi precipito..."

"Basta! Mi sono rotta, me ne vado a cercare qualcuno, tanto staranno da queste parti. Mando messaggi a tutto spiano, prima o poi mi risponderanno. Che serata di merda..."

"Fammi vedere, non le trovo, eppure dovrebbero essere da queste parti...
ECCOLE! Quanto non sopporto le persone che parcheggiano in seconda fila, che poi uno non può più uscire. Certo che in questo caso mi fa molto comodo però...
Vediamo la situazione: sono in macchina tutte e due, Eva alla guida. Meglio che lascio la macchina lontano, che non la possono vedere. Anche se mi vedessero non sarebbe una cosa strana, non credo che possano sospettare, non ho fatto nulla.
Ecco, qui va bene. Aspetta un attimo che voglio prendere questa, che mi sono stufato di rompere teste. Ho voglia di darci un taglio! Si, ma sempre alla testa devo colpire. Fa' nulla, un'arma diversa fa sempre un altro effetto. Pesa un pochetto però: piccola ma efficace.
Guarda come chiacchierano, certo devono girargli parecchio le palle. Passo dal lato di Eva, è meglio. Ecco, mi ha visto e abbassa il vetro, dai, ancora un po'.
Sorride e mi parla, in realtà non la sto ascoltando, sto calcolando lo spazio giusto che mi serve per agire attraverso il finestrino. Ecco, così può bastare. E VAI!!! E' fatta, che figata. Flavia, seduta accanto ad Eva, urla; sembra non capire, ma che è isterica? Cavolo, si è incastrata la mannaia nella faccia di Eva, tra gli occhi ed il naso, in orizzontale. Guarda se Flavia sta zitta. Ecco, abbasso la sicura delle porte, così si bloccano tutte e due, e Flavia non può uscire. Quanto sangue. Che posizione scomoda, non riesco ad estrarre la lama. Flavia sta forzando la sicura, ma tanto ci tengo la mano sopra. Inclino la lama, le ossa si sono allargate, hanno fatto crok! Ecco, si è sfilata 'sta vacca! Ed ora da Flavia, meglio che salto sul cofano davanti, faccio prima. Ha liberato la sicura, se scappa mi incazzo! Ce l'ho fatta, sono da lei. Bastarda, sta cercando di uscire dal lato di Eva, vuole passare sul cadavere: ma che schifo!!! C'è sangue pure sul volante. E continua pure ad urlare, devo fare presto o qualcuno la sentirà, non posso avere sempre fortuna.
Si è aperta 'sta baldracca di porta, presto ora. Mi urla in faccia, domani avrò un terribile mal di testa. A che le serve poi? Si, riparati con le mani, tanto... E SMETTI DI URLARE! Basta! Sento i colpi, la lama che fende, è un rumore duro ed umido, le ossa delle mani che si spaccano, tra un dito e l'altro. Come taglia, sembra burro.
Ops, è volato un dito, e continua ad urlare, non ce la faccio più a sentirla, e schiatta, adesso. Alla faccia, alle guance, a tapparle quella boccaccia maledetta con il suo sangue. Zitta! ZITTAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
Finito.
Che quadruccio: Flavia stesa sulle gambe di Eva, ho praticamente pitturato di rosso l'interno della macchina. Io la lascio così, porto via soltanto i corpi. Tanto chi le ritrova...
Fammi mandare un messaggio a Chiara, così la tranquillizzo un po'."


"Era ora che mi chiamava Andrea: Eva e Flavia sono sistemate, ora cercherà gli altri. Meno male, solo che vorrei che tornasse qui, mi sono stufata, oltretutto bisognerà pensare qualche cosa per Fabio e Fabrizio. Che serata d'inferno, ma quando finirà? Vorrei essere a casa mia, nel mio letto a dormire, ed invece mi tocca stare qui, fa freddo e non so cosa fare..."


"Ora la chiamo..."

"Ho paura! Chi era quello, la voce era contraffatta. Ha detto che è inutile che rimango qui ad aspettare Andrea, ma perché. Mi deve conoscere sicuramente, ha detto che sono carina, che risveglio in lui insani desideri, come fa ad avere il mio numero, e perché il suo non appare, da dove cazzo chiama!
Io me ne vado a casa, faccio l'autostop. Anzi no, che poi magari mi carica proprio lui, ed io non lo conosco. Vado con i mezzi, prendo gli autobus notturni.
Che si fottano tutti gli altri, ho paura. Lascio la macchina qui, domani ci pensa Andrea, ora voglio solo andarmene..."

"A volte mi domando perché ho cominciato tutta questa storia, a dire la verità è un po' stressante, mi sembra di stare a fare al gatto ed al topo. Confesso però che mi diverte, ormai è una scommessa con me stesso: riuscirò a finire l'opera? A questo punto non mi posso più tirare in dietro, devo andare fino in fondo. Se ci ripenso mi sono divertito fino adesso, l'unica cosa che mi ha un po' lasciato insoddisfatto è stato l'omicidio di Selò e Franco: una semplice pistolettata in fronte, e basta, tutto lì. Troppo pulitina come cosa, ma c'è da dire che erano in due, ed era meglio non rischiare. Per il resto è stato bello, oserei dire coreografico.
Del resto l'omicidio è un arte, bisogna essere creativi.
Mi sa che mi sto montando la testa... Vabbè, lasciamo perdere va'.
Dunque, chi mi manca ancora? Tanti... Vediamo, da queste parti dovrebbero esserci gli altri quattro; ed eccoli là, davanti al cinema, era quello il luogo di ritrovo per andare tutti insieme a casa di Chiara. C'è solo una macchina, è quella di Giuliano, con lui ci sono Lorenzo e le due gemelle: Daniela e Claudia.
Questa sarà movimentata, speriamo bene! Si va' ad incominciare.
Prima di tutto mando un messaggio al cellulare di Daniela: sono Andrea, la macchina non parte, vedi se Giuliano e Lorenzo possono venirci a prendere.
Speriamo bene... Ecco, stanno discutendo. E vai!!! Giuliano e Lorenzo se ne vanno e mi lasciano Daniela e Claudia, dovrebbero metterci un po', ce la dovrei fare. Mi infilo in quel vicolo, ecco, lascio la macchina qui.
Sono da sole, parlottano, non mi hanno visto, è abbastanza buio, questa volta devo fare presto, non posso fare tanto casino. Eccole, mi hanno visto, stanno venendo. Coltello seghettato, rapido e veloce. Mi sorridono anche loro, ma che è una moda, che cretini, io li uccido e loro ridono. Boh! Contenti loro...
Prima UNA, e poi l'ALTRA. Barcollano un po', poi cadono una tra le braccia dell'altra. Che carine, da vere sorelle. Si somigliano tantissimo, non proprio gemelle, qualche differenza c'è, specialmente ora: Daniela ha un lungo solco rosso che corre da una parte all'altra della gola, mentre Claudia ha un profondo buco alla base della nuca. Sono stato velocissimo, a dir la verità non mi ha neanche divertito gran che, è stato troppo semplice, nulla di coreografico. Avrò sicuramente modo di rifarmi.
Arriva una macchina, devono essere Lorenzo e Giuliano. Si, sono loro, sono scesi dalla macchina, stanno cercando le ragazze. E' inutile nascondere i corpi, non ne ho il tempo, e Lorenzo si sta avvicinando, non voglio che mi veda per ora. Ecco, ha visto i cadaveri, si sta chinando su di loro, non crede ai suoi occhi, passa un dito sul collo lacerato di Daniela, che schifo! Sta per chiamare Giuliano, no, non deve farlo, devo muovermi ora... La mia mano si muove da sola verso di lui, verso il suo stomaco, la lama entra fino al manico, ed io spingo, il mio pugno spinge, ed ora muori, mi guardi con gli occhi sgranati, e muori bastardo, ancora rantoli, e vai giù maledetto, non puoi vivere ancora, ti sto sgarando il ventre, il tuo sangue caldo scende sulla mia mano, e muori ed il sangue esce a litri e non puoi continuare a respirare ed ora scendi lasciati andare non puoi fare più nulla e sei a terra e sei morto!
Finalmente!
Chi c'è? Giuliano ha visto tutto, perché mi stai fissando, forse hai capito che anche per te è finita. Il mio braccio si muove, sento ancora quella forza bruciare in me, e prima che lui possa reagire la lama gli buca la gola. E' quella furia cieca che mi muove, che comanda il mio corpo, ed abbandonarglisi è un piacere voluttuoso.
Giro la lama nel foro, ed il sangue sbotta dalla bocca insieme al suo ultimo respiro. Strappo via il coltello, ed i dentelli della lama segano la carne del suo collo, la carne si lacera, i bordi della ferita si rivolgono all'infuori, ed il sangue schizza a terra in un ultimo fiotto.
Ho finito anche con loro."


"Non passa nulla, ed io qui sola ad aspettare. Spero che quello non mi telefoni più, se succede butto il cellulare! Come no, così se mi chiama Andrea o Macha sono fregata.
Io vado a piedi, non mi va' di restare ancora qui in fermata, non mi importa di quanto tempo mi ci vuole, preferisco muovermi che aspettare. Magari arriva quel matto. Tanto un autobus lo troverò prima o poi, e se non lo trovo almeno mi sarò avvicinata a casa.
Certo che pure a camminare ho paura, chi sa chi gira a quest'ora della notte.
Ma che ora sarà? L'una e trentasei! Mamma mia, quando becco Andrea giuro che lo ammazzo.
Potrei andare davanti al cinema, dovevamo vederci là, forse ci trovo qualcuno, e poi non è lontano. Meno male che qualche macchina passa, e mica è una città di morti...
Anzi, potrei chiamare un taxi; vediamo un po'. No, non mi bastano i soldi.
Mamma che sfiga totale, che merda di compleanno.
Ecco là il cinema; vedo una macchina, è quella di Giuliano: evviva, vedo luce...
Ma non c'è nessuno... Dove sono andati?
MAMMA MIA, NON CE LA FACCIO PIÙ!!


"Allora, io mi metto qui, dietro il cespuglio, è abbastanza alto da coprirmi, da questa parte della strada non c'è nessuno, il parco è deserto, mentre dall'altra parte c'è solo il muro di cinta del mercato coperto, non c'è neanche il marciapiede.
Dovrebbero arrivare tra poco, Macha ha risposto al messaggio dicendo che con lei ci sono anche Paola e Veruska. Bene, tre con una botta, anzi, con un botto! Da come ho visto il corpo di Daniela è il più leggero, funzionerà meglio... Sarà una questione di pura fortuna, tanto ne ho già avuta a sufficienza per questa sera, posso provare a tirare un po' la corda, voglio vedere se sono veramente fortunato.
E' incredibile come sta andando tutto liscio, sembra tutto un gigantesco puzzle, in cui tutti i pezzi si incastrano in maniera perfetta l'un con l'altro. Un disegno virato al rosso! Come mi piacciono queste frasi ad effetto... Se finisce tutto bene ci scrivo una storia...
Fari, una macchina, sarà lei? Speriamo... Si, è la Fiesta bianca di Macha, ed accanto a lei vedo Paola, Veruska deve essere seduta dietro.
Ora devo calcolare i tempi. La loro velocità è buona, ma ancora sono lontane...
Aspetta, aspetta... ORA!!!
Che macello! Che botto!
La macchina si è schiantata contro il muro del mercato coperto, dal parco nessun rumore, bene, vuol dire che non c'è nessuno.
E' stata bellissima la sterzata che ha fatto la macchina, quando ho scaraventato il cadavere di Daniela in mezzo alla strada, praticamente contro la macchina.
Devo vedere i risultati. Uao che bello, c'è del fumo, vetri infranti, non mi sembra di vedere perdite di benzina, meglio, così non prende fuoco.
Allora: Macha morta sul colpo, la testa spaccata contro il volante, praticamente le ha sfondato la fronte. Guarda, c'è della carne e capelli sul cruscotto. Carino...
Paola ha distrutto il parabrezza con la testa, il collo è tagliato dai vetri rimasti nell'intelaiatura, è ancora viva. Per poco, mi basta premerle un po' la testa ed il suo collo scende ancor di più sui vetri, ed il gioco è fatto!
Veruska, dietro, è preda di una crisi isterica, mi chiede di farla uscire, ma non si è accorta che ho ucciso le altre due? Si, si, ti aiuto, fammi spostare il corpo di Paola e sono da te. Ecco fatto.
Povera Veruska, sta piangendo, mi fa quasi pena.
Un colpo d'ascia al petto ed è fatta, non piange più!
Devo dire che ho sempre avuto una preferenza per l'ascia, è un'arma classica, ed è davvero potente..."


"E' mezz'ora che cammino, ho incontrato non so più quanti barboni, puttane a carrettate e tossici sbattuti sui marciapiedi. E' incredibile, nessuno mi ha degnata di uno sguardo, forse mi considerano una di loro, meglio così. Chi sa in che stato sono, certo non devo essere uno bello spettacolo, non che mi importi gran ché ormai...
Ho freddo, camminando mi sono scaldata un pochino, però...
Compleanno!
Non ci posso pensare, meglio che lascio perdere, altrimenti mi viene una crisi isterica e mi metto a sedere qui, sul marciapiede, e piango anche l'anima, e non mi sposto più. Tanto oramai non posso fare nulla, solo tornare a casa. Domani mattina cercherò di capire cosa è successo, parlerò con gli altri e si vedrà. Per ora voglio solo il mio letto."


"Eccomi sotto casa di Chiara, ora non mi resta che aspettare. Ce ne sono rimasti solo tre, più Chiara naturalmente. Non vedo nessuno, eppure dovrebbero essere qui... Ah! Bene eccone arrivare una. Che tempismo: Elisa con il suo motorino.
Siamo io e lei, mi saluta da lontano, tanto per cambiare, come tutti gli altri. Con lei devo fare una cosa veloce e pulita. Sono le due ed un quarto, passa solo qualche macchina, ogni tanto; nessuno ci farà caso, adesso si va' sul classico. Eccola, si sta avvicinando, mi sorride, ciao. Ed una rasoiata al collo. Si porta una mano alla ferita, mi fissa e non capisce, come se volesse una spiegazione, ma non c'è tempo per questo, ho altro da fare. Si aggrappa con la mano alla mia spalla, ma non ce la fa' a stare in piedi, e scivola a terra. Non si è neanche accorta del dolore, tanto sono stato veloce: un taglio netto alla carotide ed il gioco è fatto, ed è tra le mie braccia.
Un attimo, qui, seduta a terra, se la vedono crederanno che è ubriaca e gireranno a largo.
Devo entrare nel portone, sicuramente troverò gli altri due: Ernesto e Sabrina.
Sono stati i primi ad andarsene, e sono loro ad essere arrivati in anticipo sugli altri. Ed infatti, sono qui, li sento discutere, stanno aspettando per le scale. Per loro riprendo l'ascia in macchina.
Li vedo, ma loro non vedono me, stanno parlando, Ernesto mi dà le spalle.
Sabrina mi vede, accenna un sorriso, ma non ho tempo di ricambiare, devo muovermi veloce. Ernesto non fa' in tempo a voltarsi, la mia ascia ruota verso di lui, verso il suo collo, e colpisce, potente. La lama rimane infissa nel muro, orizzontalmente, la testa poggiata sopra, sul volto un'espressione interrogativa, il corpo barcolla un istante, poi cade giù, a terra. Dal collo mozzato, un getto di sangue schizza sul volto di Sabrina, ammutolita dallo schok, gli occhi fissi sulla testa di Ernesto, ancora poggiata sulla lama, poi anche la testa cade a terra.
Libero la lama dal muro. Mi guarda, cosa c'è? Non sai se urlare o fuggire?
Decido io per te, o meglio, decide la mia ascia. E lei scende giù dall'alto. Un colpo secco, e la tua testa è divisa in due metà, fino in mezzo agli occhi. Il corpo di lei cade su quello di lui.
L'opera è quasi finita, ora devo veramente sbrigarmi, per fortuna ho preso il doppione delle chiavi di casa di Chiara dalle tasche di Andrea, devo fare presto, bisogna sistemare tutto prima che lei arrivi..."


"Ce l'ho fatta, finalmente a casa, non ci credo, non pensavo che ci sarei riuscita.
Quel bastardo, mi ha chiamato ancora, ma cosa voleva dire: la sorpresa è pronta? Magari mi ha seguita ed ora mi vuole prendere. No, se avesse voluto sono sicura che lo avrebbe fatto da un pezzo. Ormai sono arrivata, ecco, ho chiuso il portone alle mie spalle, il mondo ora è fuori, ed io sono dentro, al sicuro.
Ecco, su per le scale, al mio pianerottolo, alla mia porta. A casa MIA. Ora, sono in casa, il tepore dei termosifoni, come sto bene ora. E' come una vittoria. Ed ora in camera mia, il mio lettuccio, le mie coperte calde, ecco ora accendo la luce e......................................................................................................................................................."


"SORPRESA!!! Non te lo aspettavi vero? Lo leggo nei tuoi occhi: tutti i tuoi amici sono qui, per festeggiarti! Guarda, ci sono tutti: Andrea, Ernesto, Sabrina, Elisa, Riccardo, Laura, Giovanni, Eva, Flavia, Giuliano, Daniela, Claudia, Lorenzo, Fabio, Fabrizio, Macha, Veruska, Paola, Selò e Franco. Ma scommetto che la cosa che ti ha sorpresa di più è stata quella di vedere un morto vivente, un cadavere che torna in vita. Solo che la vita non se ne è mai andata da questo corpo: ho solo finto di morire, mentre Fabio era morto veramente. Ricordi la tartina alla cipolla che gli ho offerto, bene, era avvelenata! Non ricordo il nome del veleno, so che provoca una terribile e dolorosa emorragia interna. Il suo sangue era vero, mentre quello che vomitavo io era solo succo di pomodoro, ridicolo vero?
Vuoi un motivo per tutto questo? La verità è che non ce l'ho! Sai che mi piace scrivere racconti gialli, horror, e mi stuzzicava l'idea di una storia, ambientata tutta in strada, con tanti personaggi, ed in più la difficoltà delle macchine. E' stato eccitante, una vera sfida; tu eri la protagonista, e lo sai: nei miei racconti i protagonisti non muoiono mai. A proposito, credo che tu non sappia che per non far apparire il proprio numero sul cellulare di un altro, basta digitare *67# e poi comporre il numero richiesto, in tale modo è garantito l'anonimato, ma mi funziona solo se lo faccio da un telefono a rete fissa, non capisco come devo fare per farlo con il cellulare.
Ma non credo che ti interessi sapere queste cose, ormai.
Vederti così, inginocchiata a terra, con il filino di bava che ti cola dall'angolo della bocca, mi intenerisce. Forse un giorno ritroverai la ragione, chissà.
Ora credo che andrò via, ho abusato anche troppo della tua pazienza, il regalo te l'ho consegnato, l'ora è tarda, ed a me non resta che dirti una cosa, se puoi ancora sentirmi..."

-Auguri, e... cento di questi giorni!-