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Durata:
30.50 min. (449 mb)
Ed eccomi tornato alle produzioni
grandi (sarebbero quei film che ci metto più di un giorno
a girare, e che durano un pochino di più di dieci minuti...).
"Anubi" è nato
tutto per colpa della statuina del titolo, regalatami da un mio
amico. Volevo fare in modo che il film ruotasse intorno all'immagine
dell'idolo, ma mi annoiava fare la solita storia di sacrifici in
cambio di potere. Poi, piano piano, la vicenda si è fatta
strada nel mio cervelletto contorto, ed ecco, ci sarebbero stati
sacrifici, ma non per avere qualche cosa in cambio. Anzi... La protagonista,
Vanessa, recita molto bene la parte della ragazza sottomessa al
padre, e devo dire che anche gli altri ragazzi hanno dato il meglio
per questo corto. Si sono impegnati tutti al massimo, e devo dire
che la cosa si nota. Certo, non è da oscar, ma credo che
sia il mio corto più curato. Oltre tutto ci ho messo anche
dei dialoghi, e, incredibile a dirsi, ho anche scritto una sceneggiatura,
curata in tutto... Non era mai successo...
La cosa che mi disturba un pochino
è che in questo film gli omicidi sono più leggeri
del solito, ma mi guardo sempre con gioia l'omicidio di Serena.
Ho anche utilizzato dei fotogrammi subliminali, infatti gli omicidi
sono accompagnati da un'immagine appena percettibile del volto di
Anubi. A voi il compito di farci caso. Altro particolare è
che in questa pellicola sperimento i tempi della suspance, cosa
della quale mi ero curato poco negli altri corti. Non sò
se sono riuscito a creare atmosfera, però ci ho provato,
e sicuramente lo rifarò.
Un'altra cosa di questo film che
mi ha fatto piacere è che ci sono delle presenze simpatiche
in forma di comparse; amici, registi indipendenti e citazioni che
rimandano a persone conosciute nell'ambiente: Piero Cannata si può
vedere di sfuggita, a figura intera, in piedi sul bordo del laghetto,
accanto al quale sarà uccisa Marialuce Bondì (che
tra l'altro, seduta ad una panchina, sta leggendo il libro "Non
sono morto" di Ivo Gazzarrini); poi durante un'inquadratura
notturna vediamo passare, in primo piano, Marco Ristori, che passeggia
per strada. Un'apparizione merita anche Andrea Pucci, nel momento
che saluta la futura vittima Monica Rondino.
Un film che mi è piaciuto
girare e che mi piace rivedere, spero sia così anche per
voi.
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